La Conoscenza Afrodisiaca e della Fertilità in Ayurveda

 

Autore dr. Federico Angelini

Revisione dr. Roberto Giorgi

Il termine afrodisiaco deriva da “Afrodite”, la Dea greca dell’Amore, e con il termine afrodisiaci indichiamo ancora oggi le sostanze capaci di stimolare il desiderio e la potenza sessuale [1]. Tali piante nella cultura medica ayurvedica sono definite terapia vajikara (vājīkara o vājīkaraṇa). Il termine compare sia nel Ṛk Veda che nello Yajur Veda, trattati della cultura indiana classica. La Bhāvaprakāśa (testo classico di Dravya Guna, la scienza ayurvedica dei medicinali) definisce vājīkara la qualità “il cui uso aumenta la virilità dell’uomo, ne sono un esempio Aśvaganda, Śarkara e Śatāvari” (Bhāvaprakāśa, Miśra Prakarana 225) Le erbe vajikara o afrodisiache sono anche raccomandate nel trattato del Kamasutra e nel Rasendra Sara Sangraha, un testo ayurvedico redatto nel 14° secolo da Sri Gopal Krishna, in cui si parla dei rimedi vājīkara come “capaci di rendere un uomo forte come un cavallo ed in grado di soddisfare le donne” [2].

Secondo l’Ayurveda (āyurveda) si riscontrano sei tipi di disturbi sessuali: uno su base mentale, uno da eccessivo uso di cibi pungenti, acidi e salati o di calore che portano alla perdita della componente liquida (saumya dhātu) dell’organismo, uno da eccessi sessuali, uno da patologie infettive o da danni anatomici, uno congenito (sahaja) e l’ultimo da soppressione volontaria del desiderio. Sono considerati non curabili la forma congenita e la forma da danno anatomico [3].
Per quanto riguarda gli afrodisiaci per l’uomo invece si distinguono cinque categorie [1]:

Piante che aumentano la quantità di seme;

piante che aumentano la qualità del seme;

piante che migliorano la capacità eiaculatoria;

piante ritardanti l’orgasmo;

piante che aumentano il desiderio.

L’oligozoospermia è una delle cause di infertilità maschile ed è definito oggi in Ayurveda come kṣīṇa śukra (tessuto riproduttivo impoverito). Kṣīṇa śukra non viene citato nei testi classici, ma quello che viene detto è che un’alterazione soprattutto dei doṣa vāta e pitta può portare ad una manifestazione di śukrakṣaya ossia ad un impoverimento del tessuto riproduttivo [4,5].

In particolare va ricordato che shukra (śukra) o tessuto riproduttivo è uno dei sette dhatu – tessuti – che si formano a partire dal cibo che assumiamo. Ogni cosa di cui ci alimentiamo ci serve per strutturare i nostri dhatu (dhātu). Tra l’altro Shukra è anche il nome sanscrito del pianeta Venere. Rasa (linfa) è il primo dei dhatu che si forma a partire dal cibo digerito, e da questo poi seguono la parte corpuscolata del sangue, i muscoli, il tessuto adiposo, l’osso, il midollo e sistema nervoso, ed infine il tessuto riproduttivo. I dhātu più che i tessuti rappresentano dei complessi fisiologici la cui corretta formazione dipende da un buon agni o fuoco digestivo.

Secondo la Caraka Saṃhitā i cibi considerati dall’Ayurveda dolci, salati, acidi e untuosi sono capaci di pacificare vāta, e di stimolare l’eliminazione di urine e feci. Al contrario i cibi piccanti, amari, astringenti e secchi creano blocchi nell’eliminazione degli stessi e del seme. Il vipāka dei cibi, o sapore post-digestivo, quando è piccante danneggia il seme, inibisce l’alvo, la minzione e aggrava vāta, quando è dolce aumenta kapha nel seme, quando è acido aggrava pitta e danneggia il seme. Tra i cibi che favoriscono la produzione di seme in primo luogo vi è il latte, in quanto è l’unico alimento che nutre shukra nell’arco di 24 ore, gli altri cibi ci mettono molti più giorni. Inoltre il latte ha un colore simile allo sperma, pertanto, per il principio ayurvedico che il simile accresce il simile, stimola la produzione del seme stesso. Il ghee, o burro chiarificato, è molto utile per la fisiologia, in quanto è capace di aumentare agni – il fuoco digestivo (e quindi la trasformazione dei tessuti), ojas ossia il nutrimento sottile della fisiologia, kapha, e pacifica vāta e pitta. Esso possiede sapore o rasa dolce e vipaka dolce. Il ghee, inoltre, è l’unico alimento che ha la capacità di nutrire e purificare i canali (srotas) dove shukra viene prodotto, poiché questi hanno un diametro infinitesimale e il ghee riesce a penetrare in essi grazie alle sua qualità sottili. Esso possiede sapore o rasa dolce e vipaka dolce [6].
Nell’elenco delle piante citate come vājīkara o antiossidanti/rasāyana troviamo la withania somnifera – aśvagandha, la pueraria tuberosa – vidarikanda, la tribulus terrestris – gokṣura, la terminalia chebula – harītakī, lo zenzero, la vitis vinifera, l’asparagus racemosus o śatāvarī, tra l’altro questa termine sanscrito significa “la donna dai cento mariti” [7].

Ad oggi solo alcune di queste piante sono state sottoposte a studi in doppio cieco, ed una di queste è la withania somnifera o ashvaganda (aśvaganda) o ginseng indiano. Il nome ashvaganda significa letteralmente odore di cavallo, e come componenti presenta diversi alcaloidi, steroidi ergostani, aminoacidi e neurotrasmettitori che spiegano le numerose azioni del fitocomplesso [8-10].

In particolare diversi studi hanno dimostrato la capacità dell’ashvaganda di aumentare il testosterone sia su animali che sull’uomo e di essere in alcuni casi utile nell’infertilità maschile[11-17].

In studi sui topi Winstar immaturi si è evidenziata un’azione sullo sviluppo testicolare e sulla spermatogenesi tramite azione diretta sui tubuli seminiferi [18,19].

A queste proprietà si aggiunge il potere antiossidante dimostrato nei confronti delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) anch’esse coinvolte in alcuni casi nell’infertilità maschile, in particolare nella formazione di atipie spermatiche[15,16,20].

Nello studio in doppio cieco di Ambiye VR et al. (2013) è stato dimostrato che 225 mg di estratto concentrato di radice di Withania somministrato tre volte al giorno prima dei pasti per un periodo di tre mesi migliora significativamente la quantità e la qualità del seme di uomini affetti da oligospermia, con concomitante aumento di LH e testosterone [21]. Tale riscontro in realtà non è che la conferma dei risultati dello studio di Abbas Ali Mahdi et al. (2008) in cui con la somministrazione di 5 grammi di estratto dati in un’unica somministrazione quotidiana per tre mesi, oltre al miglioramento dei parametri sopracitati, si è ottenuto un decremento statisticamente significativo dei livelli di cortisolo, e quindi di attivazione dell’asse dello stress, motivo per cui la withania è definita anche pianta adattogena [16].

Tali evidenze spiegano la presenza costante della withania somnifera in alcuni preparati ayurvedici come SUKRAMAP, una pasta a base di ghee, VIRIMAP e VITALMAP UOMO indicati nelle problematiche di infertilità. La critica che a volte viene sollevata nei confronti di questi preparati è che il dosaggio di withania contenuto nelle compresse o nelle posologie terapeutiche indicate per il ghee medicato non è sempre conforme a quello proposto da studi clinici come quelli sopracitati. Va tuttavia ricordato che i preparati ayurvedici uniscono l’azione terapeutica di più componenti, e questo ne potenzia o ne completa alcuni effetti. Anche se sostenuti da meno evidenze scientifiche ottenute secondo un rigore attualmente richiesto dall’EBM, il tribulus terrestris, l’asparagus racemosus, la terminalia chebula, la pueraria tuberosa, lo zenzero, la vitis vinifera e la rubia cordifolia affiancati alla withania somnifera nei prodotti sopra citati, rientrano tutti nell’elenco delle piante vājīkara e rasāyana, e sono strumenti di una medicina della tradizione che, anche se a fatica, sta entrando in punta di piedi nella quotidianità della nostra società Occidentale ottenendo sicuramente, come già avvenuto finora per altre piante, conferme della loro efficacia anche con i nostri “moderni” strumenti di indagine.

 

 

BIBLIOGRAFIA
Singh G, Mukherjee T. Herbal aphrodisiacs: a review. Indian Drugs. 1998;35(4):175–182.

Sharma RK. (Chowkhamba Sanskrit Studies).Agnivesas Caraka Samhita, Vol. III. 1988;94; 10. Puri HS. Rasayana: Ayurvedic Herbs for Longevity and Rejuvenation. New Delhi, India: CRC Press; 2002.

Bhishagratna KL. Sushruta Samhita. 2nd edition. Vol. 2. Varanasi, India: 1963. (An English Translation Based On Original Sanskrit Texts).

Thirunavukkarasu M. Sellandi, Anup B. Thakar,1 and Madhav Singh Baghel. Clinical study of Tribulus terrestris Linn. in Oligozoospermia: A double blind study. Ayu. 2012 Jul-Sep; 33(3): 356–364.

Sushruta, Sushruta Samhita, Vaidya Jadavji Trikamji Acharya., editors. 9th ed. Varanasi: Chaukamba Orientalia; 2007. p. 74. Sutra Sthana, Doshadhatumalakshayavriddhi Vijnyaniya,15/9.

Lezioni della Scuola Triennale di Ayurveda Maharishi 2011-2014, Lezioni del Corso Master di Panchakarma Maharishi 2015-2016.

Chauhan NS1, Sharma V, Dixit VK, Thakur M. A review on plants used for improvement of sexual performance and virility. Biomed Res Int. 2014; Epub 2014 Aug 18.

Mirjalili MH, Moyano E, Bonfill M, Cusido RM, Palazón J. Steroidal lactones from Withania somnifera, an ancient plant for novel medicine. Molecules. 2009;14(7):2373–2393.

Bhattacharya SK, Bhattacharya A, Sairam K, Ghosal S. Anxiolytic-antidepressant activity of Withania somnifera glycowithanolides: an experimental study. Phytomedicine. 2000;7(6):463–469.

Jayaprakasam B, Strasburg GA, Nair MG. Potent lipid peroxidation inhibitors from Withania somnifera fruits. Tetrahedron. 2004;60(13):3109–3121.

Halpern M. Principles of Ayurvedic Medicine. 5th edition. Grass Valley, Calif, USA: California College of Ayurveda; 2003.

Sharma PV. Introduction to Dravyaguna (Indian Pharmacology) Varanasi, India: Chaukhambha Orientalia; 1976.

Subramanian S. Ashwagandha-an ancient Ayurvedic drug. Arogya-Journal Health Sciences. 1982;8:135–139.

Singh N, Gilca M. Herbal Medicine—Science Embraces Tradition—A New Insight Into the Ancient Ayurveda. Saarbrücken, Germany: Lambert Academic Publishing; 2010.

Ahmad MK, Mahdi AA, Shukla KK, et al. Withania somnifera improves semen quality by regulating reproductive hormone levels and oxidative stress in seminal plasma of infertile males. Fertility and Sterility. 2010;94(3):989–996.

Mahdi AA, Shukla KK, Ahmad MK, et al. Withania somnifera improves semen quality in stress-related male fertility. Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine. 2011;2011:9 pages.576962.

Mamidi P, Thakar AB. Efficacy of Ashwagandha (Withania somnifera Dunal. Linn.) in the management of psychogenic erectile dysfunction. International Quarterly Journal of Research in Ayurveda. 2011;32(3):322–328.

Abdel-Magied EM, Abdel-Rahman HA, Harraz FM. The effect of aqueous extracts of Cynomorium coccineum and Withania somnifera on testicular development in immature Wistar rats. Journal of Ethnopharmacology. 2001;75(1):1–4.

Ilayperuma I, Ratnasooriya WD, Weerasooriya TR. Effect of Withania somnifera root extract on the sexual behaviour of male rats. Asian Journal of Andrology. 2002;4(4):295–298.

Maneesh M, Jayalekshmi H. Role of reactive oxygen species and antioxidants on pathophysiology of male reproduction. Indian Journal of Clinical Biochemistry. 2006;21(2):80–89.

Study Vijay R. Ambiye, Deepak Langade, Swati Dongre, Pradnya Aptikar, Madhura Kulkarni, and Atul Dongre. Clinical Evaluation of the Spermatogenic Activity of the Root Extract of Ashwagandha (Withania somnifera) in Oligospermic Males: A Pilot. Evid Based Complement Alternat Med. 2013.